Coltiviamo il nostro buon cibo

..Ho deciso quest’anno mi coltivo un orticello,fosse pure sul balcone ma non c’è verso di farmi  cambiare idea!

Anche io produrrò
pomodori, peperoni, patate, zucchine, fagioli, cetrioli, meloni, angurie, pesche, pere, mele…
Molte volte si parte con i migliori agro propositi ma altrettante volte ci si blocca davanti alle prime difficoltà. Intendiamoci, scrivo questo non per scoraggiare i provetti coltivatori ma anzi,
per dare loro una mano, per quanto mi è possibile, nel fornire i presupposti per fare una felice e duratura esperienza di coltivazione.

L’intento quindi è quello di riuscire a creare una consapevolezza dell’orto e la sensibilità che permetta una serena convivenza tra l’ortolano, i pomodori, le melanzane.. e tutto ciò che si preferisce coltivare.
Credo che il primo aspetto sul quale sia opportuno soffermarsi sia chiedersi il perché si voglia coltivare. Ognuno ha una sua risposta da dare e ciascuna risposta, o risposte saranno le fondamenta della propria azione in campo.
La mia riposta al perché ho iniziato a coltivare è in una sfida: volevo dimostrare a mio padre che, contrariamente a quanto lui riteneva, anche io potevo fare un orto bello e produttivo quanto il
suo, anzi ancor più bello del suo.
È stata una motivazione forte tant’è che perdura ancora oggi a distanza di anni.
Certo ci sono motivazioni molto diverse, una per ciascuno di noi,  tuttavia mi piace credere, e ci credo, che in ciascuno di noi sia rimasto geneticamente impresso un ricordo antichissimo
risalente al tempo in cui, infagottati al seno di nostra madre, si andava nelle praterie a raccogliere erbe e semi per nutririci.
L’agricoltura ha l’anima al femminile. L’agricoltura ha le mani delle donne che per prime hanno percepito il respiro di Gaia la nostra Madre Terra.  E come poteva essere diversamente.

È la donna che sente per prima la vita che cresce, il soffio leggero e profondo che proviene dall’universo che feconda chi ha cuore per ascoltarlo.
E l’uomo? quale ruolo gioca in questa partita della vita? Anche l’uomo conserva il ricordo del profumo dei fiori, del seno della Madre Terra. Troppo spesso però l’uomo è stato spogliato e
non di meno si è spogliato del suo ruolo, dimenticando e dimenticandosi che egli è il protagonista dell’altra metà della fecondità di Gaia.
La natura dell’Uomo lo porta a guardare le stelle, a disegnarne la mappa e ad ascoltarne il canto.
Ora l’uomo e la donna, abbracciati iniziano uniti la danza per la vita.
Ecco! coltivare allora è vivere e far vivere la Vita! È danzare al ritmo del proprio cuore, è danzare
al ritmo del cuore di Gaia, è saper dipingere il cielo con i colori della Terra.
Vi do un compitino, procuratevi un quadernetto, una matita, diventeranno uno strumento prezioso: il vostro diario di campagna. Ora scrivete per bene i motivi che vi spingono a coltivare.
Sarà interessante rileggere questi appunti nei prossimi mesi.

Buona coltivazione

Gianbattista Rossi

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *